“Gregorovius,
nella sua Storia di Roma nel Medioevo, così scrive:
"Da lungo tempo esisteva a Roma la corporazione degli
orefici, dapprima associati ai sellai e ai fabbri; separatisi
da costoro nel 1509 si costruirono, col beneplacito di Giulio
II, la chiesa di S. Eligio in Via Giulia, il cui progetto
è di Raffaello". L’onore, la storia, la
cultura del "Nobil Collegio degli orafi ed argentieri
di Roma" è chiaramente espressa dal Gregorovius,
in poche righe, a testimonianza di quanto potere e professionalità
godevano gli orafi romani. Professionalità, cultura
e, soprattutto, amore per il proprio lavoro sono proprietà
rimaste vive nel tempo tra i membri del Nobil Collegio,
contribuendo a mantenere vivo e attuale lo spirito e le
finalità della Congregazione. ”